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	<title>Diritto Civile Archivi - Avvocato Antonio Manzi Studio Legale</title>
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	<title>Diritto Civile Archivi - Avvocato Antonio Manzi Studio Legale</title>
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		<title>Divorzio</title>
		<link>https://www.avvocatoantoniomanzi.it/2022/08/25/divorzio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rita Mauriello]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Aug 2022 15:32:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritto Civile]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il divorzio, o meglio lo scioglimento degli effetti civili del matrimonio, è lo strumento giuridico attraverso il quale è possibile cessare ogni legame giuridico con l’ex coniuge. Con il quale si è già intrapreso e concluso un processo di separazione coniugale.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading"><strong> Quali strade prevede il nostro ordinamento e come scegliere la migliore per la propria situazione</strong></h2>



<p>Il divorzio, o meglio lo scioglimento degli effetti civili del matrimonio, è lo&nbsp;strumento giuridico attraverso il quale è possibile cessare ogni legame giuridico con l’ex coniuge. Con il quale si è già intrapreso e concluso un processo di separazione coniugale.</p>



<p>L’ordinamento Italiano permette ad ogni cittadino di scegliere principalmente tra tre strade per porre a conclusione il processo di scioglimento degli effetti civili del matrimonio iniziato con la procedura di separazione, che si distinguono poi tra loro in base alla tipologia di volontà degli ex coniugi.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="678" src="https://www.avvocatoantoniomanzi.it/wp-content/uploads/2022/08/Divorzio-Avvocato-Antonio-Manzi-1024x678.jpg" alt="" class="wp-image-125" srcset="https://www.avvocatoantoniomanzi.it/wp-content/uploads/2022/08/Divorzio-Avvocato-Antonio-Manzi-1024x678.jpg 1024w, https://www.avvocatoantoniomanzi.it/wp-content/uploads/2022/08/Divorzio-Avvocato-Antonio-Manzi-300x199.jpg 300w, https://www.avvocatoantoniomanzi.it/wp-content/uploads/2022/08/Divorzio-Avvocato-Antonio-Manzi-768x508.jpg 768w, https://www.avvocatoantoniomanzi.it/wp-content/uploads/2022/08/Divorzio-Avvocato-Antonio-Manzi-1140x754.jpg 1140w, https://www.avvocatoantoniomanzi.it/wp-content/uploads/2022/08/Divorzio-Avvocato-Antonio-Manzi-500x330.jpg 500w, https://www.avvocatoantoniomanzi.it/wp-content/uploads/2022/08/Divorzio-Avvocato-Antonio-Manzi.jpg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Divorzio </figcaption></figure>



<h3 class="wp-block-heading">In comune accordo</h3>



<p> Se entrambi gli ex coniugi sono già concordo sugli aspetti che andranno a disciplinare con la procedura, potranno scegliere se eseguire la stessa tramite l’instaurazione di una procedura giuridica presso il Tribunale territorialmente <a href="https://www.avvocatoantoniomanzi.it/2022/05/03/i-gradi-di-giudizio/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">competente</a> per gli stessi, con l’assistenza obbligatorio di uno o più avvocati, oppure affidarsi ad una procedura più snella e meno dispendiosa, ma non per questo meno tutelante per gli stessi, da intraprendere attraverso i competenti uffici della Casa Comunale ove gli ex coniugi hanno la propria residenza, che potrà essere eseguita direttamente dagli stessi coniugi in presenza di determinate condizioni, oppure attraverso la procedura della negoziazione assistita, con il patrocinio di uno o più avvocati.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Divergenza di opinioni</h3>



<p> Nel caso in cui questi ultimi non riescano ad addivenire ad un compromesso in merito alle questioni da disciplinare a conclusione del loro ex rapporto di coniugo, dovranno necessariamente affidarsi ad un legale, uno per ogni parte, che dovrà istaurare una procedura giudiziale innanzi il Tribunale territorialmente competente.</p>



<p>Pertanto vediamo più da vicino come si sviluppano e cosa prevedono le tre tipologie di Divorzio sopra enunciate.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Procedura di “Divorzio” giudiziale</h3>



<p>Il “Divorzio Giudiziale”, come comunemente definito, si verifica quando lo scioglimento del matrimonio viene richiesto solo da una delle due parti.</p>



<p>In questo vaso di presenta una istanza sotto forma del “Ricorso” presso il Tribunale territorialmente competente.</p>



<p>&nbsp;Le coppie che approdano in Tribunale non riescono ad arrivare ad accordi riguardanti l’aspetto economico-patrimoniale e alle questioni relative ad eventuali figli.</p>



<p>La procedura di “Divorzio Giudiziale” segue sempre quella relativa alla separazione dei coniugi e, per intraprenderla, bisognerà sempre essere assistiti da due avvocati, tutta la procedura è disciplinata dalla legge dul divorzio n. 898/1970.</p>



<p>L’art. 1 della detta legge prevede che alla prima udienza il Presidente del Tribunale tenti una conciliazione tra le parti e successivamente emani dei provvedimenti temporanei che disciplinino gli aspetti economici-patrimoniale riguardanti gli ex coniugi e, qualora ci fossero, le regole relative all’affidamento e il mantenimento dei figli, principalmente minori.</p>



<p>Successivamente il presidente nomina un giudice istruttore e la data dell’udienza con lo stesso dando così vita al percorso del “Divorzio Giudiziale”.</p>



<p>Il procedimento a questo punto si suddivide in una fase istruttoria, nella quale vengono acquisiti tutti gli elementi e prove per permettere al giudice di giungere ad una fase decisionale.</p>



<p>Questo è il momento in cui il Tribunale emana una sentenza che permette ai due ex coniugi di ottenere nuovamente lo stato libero per poi procedere successivamente a nuove decisioni sulle condizioni del divorzio.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Procedura di “Divorzio” congiunto o consensuale</h3>



<p>Nel momento in cui l’ex coppia trova un accordo sulle condizioni del divorzio ci troviamo difronte al così detto “Divorzio congiunto o consensuale”, dove le due parti presentano una domanda congiunta non divergendo sugli accordi economici e patrimoniali, e di ogni aspetto riguardante la gestione materiale e morale di eventuali figli.</p>



<p>Ovviamente anche in questo caso devono essere già trascorsi tre anni dalla prima comparizione presso il presidente del tribunale in sede di separazione. In questo caso entrambe le parti possono essere assistite anche da un solo legale che darà vita al percorso del divorzio sempre sotto forma di ricorso. L’intero procedimento si manifesta con una sola udienza fissata sempre dal presidente del Tribunale e tenuta in camera di consiglio. A questo punto il tribunale emette una sentenza di scioglimento del vincolo del matrimonio.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Procedura di “Divorzio” presso la Casa Comunale</h3>



<p>Lo scioglimento del vincolo del matrimonio può essere raggiunto anche rivolgendosi alla Casa Comunale dove gli ex coniugi sono residenti.</p>



<p>In questo caso bisogna però effettuare una distinzione in base ad alcune circostanze riguardanti gli stessi, infatti esclusivamente in presenza di alcune di queste gli ex coniugi potranno presentare istanza diretta presso i competenti uffici della Casa Comunale, in mancanza dovranno affidarsi al patrocinio di uno o più legali ed attivare una procedura di negoziazione assistita.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La procedura di Negoziazione assistita</h3>



<p>Questa procedura è regolata dal d.l. n. 132/2014 e, tramite la stessa, l’avvocato e/o gli avvocati incaricati dagli ex coniugi, procederà a redigere per iscritto gli accordi ai quali sono giunti gli stessi.</p>



<p>Tale testo dovrà essere firmato dalle due parti e le firme autenticate e, successivamente, il legale procederà ad inviare il documento al Pubblico Ministero della Procura della Repubblica presso il Tribunale competente per territorio il quale rilascerà alla ex coppia il così detto nulla osta.</p>



<p>In caso ci si trovi alla presenza di figli incapaci o economicamente non autonomi l’accordo deve essere trasmesso al Pubblico Ministero non oltre i dieci giorni, obbligo che non sussiste in caso di assenza di figli. La procedura termina con la trasmissione di una copia all’ufficiale di stato civile del Comune in cui il matrimonio è stato trascritto.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La procedura di “Divorzio” in Comune</h3>



<p>Il&nbsp;divorzio in Comune&nbsp;si può richiedere solo nei seguenti casi:</p>



<ul><li>non vi sono figli minori;</li><li>non vi sono figli maggiorenni portatori di handicap grave o incapaci;</li><li>non vi sono figli maggiorenni non economicamente autosufficienti;</li><li>l’accordo&nbsp;di separazione non contiene patti di trasferimento patrimoniale come la divisione dei beni mobili e immobili acquistati durante il matrimonio ecc.., ad eccezione dell’<a href="https://avvocato360.it/news/2018/7/25/legge-sul-divorzio-assegno-di-mantenimento-e-assegno-di-divorzio">assegno di mantenimento</a>&nbsp;che invece può essere corrisposto al coniuge&nbsp;con il reddito più basso.</li></ul>



<p>Per richiedere il&nbsp;divorzio in Comune&nbsp;bisogna presentarsi all&#8217;Ufficio di Stato Civile, ovvero presso il Comune dove è stato celebrato il matrimonio o presso il Comune di residenza di uno dei due coniugi o di entrambi.&nbsp;</p>



<p>L&#8217;avvio del procedimento riguardante il divorzio in Comune varia in relazione al Comune stesso. In alcuni Comuni vi è un incontro per analizzare i documenti e valutare se vi sono le condizioni richieste, in altri Comuni si fissa un incontro per avviare direttamente il procedimento del divorzio tramite colloquio telefonico.</p>



<p>In genere la&nbsp;procedura del divorzio in comune&nbsp;si svolge in due incontri:</p>



<ul><li>durante il&nbsp;primo incontro, l’Ufficiale di Stato Civile compila l’accordo di divorzio congiunto, raggiunto dai coniugi, e fissa la data del secondo incontro che non può essere prima di 30 giorni;</li><li>durante il&nbsp;secondo incontro, i coniugi devono ribadire e confermare l’intenzione di divorziare. Il tempo trascorso tra il primo e secondo incontro serve ai coniugi per riflettere sulla loro scelta.</li></ul>



<p>Il&nbsp;divorzio in Comune&nbsp;è legittimo se entrambi i coniugi si presentano al secondo incontro, in caso contrario il l&#8217;accordo riguardante il divorzio non ha validità e decade. Se i coniugi vogliono riprovare in futuro, questi ultimi possono richiedere nuovamente il divorzio in Comune, ricominciando dall&#8217;inizio una nuova procedura.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Secondo la&nbsp;<a href="https://www.treccani.it/enciclopedia/separazione-e-divorzio-dopo-la-l-n-55-2015_%28Il-Libro-dell%27anno-del-Diritto%29/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">legge sul divorzio breve</a>, il divorzio in Comune può essere richiesto dopo:</h3>



<ul><li><strong>sei mesi</strong>,&nbsp;<strong>in caso di separazione consensuale</strong>, che può avvenire tramite richiesta in Tribunale, separate dichiarazioni in Comune o negoziazione assistita di un&nbsp;<strong>avvocato divorzista</strong>&nbsp;per parte;</li><li><strong>un anno</strong>,&nbsp;<strong>in caso di separazione giudiziale</strong>.</li></ul>
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			</item>
		<item>
		<title>Doppio cognome</title>
		<link>https://www.avvocatoantoniomanzi.it/2022/08/25/doppio-cognome/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rita Mauriello]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Aug 2022 09:25:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritto Civile]]></category>
		<category><![CDATA[cambio cognome]]></category>
		<category><![CDATA[cognome]]></category>
		<category><![CDATA[doppio cognome]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ora in Italia è possibile non solo decidere di indicare il doppio cognome per il proprio figlio ma anche sostituire il cognome già dichiarato</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Arriva il doppio cognome il Italia : ecco come funziona</h2>



<p>Il tempo cambia tutto e tra il tutto troviamo anche il cognome. Generalmente siamo abituati ad attribuire il cognome del padre al nascituro in modo automatico. Infatti in Italia tranne in casi particolari come il non riconoscimento dei figli è il cognome del padre che per convenzione viene attribuito al bambino. Questo fino al 27 aprile 2022 quando la Corte Costituzionale ha ritenuto che la regola dell’attribuzione automatica del cognome del padre è discriminatoria. Quindi dopo aver considerato illegittime e lesive per la crescita dell’identità del ragazzo, in considerazione del principio di eguaglianza saranno entrambi i genitori in comune accordo a decidere il cognome da attribuire al figlio. La corte ha indicato che la norma precedente andava in contrasto con gli articoli 2,3,117 del primo comma della nostra <a href="https://www.senato.it/istituzione/la-costituzione" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Costituzione</a>.</p>



<p>La decisione presa dalla corte Costituzionale non sancisce solo una svolta storica ma un grande traguardo per l’uguaglianza tra uomo e donna. L’attribuzione del cognome materno è il risultato di lungo percorso di cambiamento giuridico e sociale già nel 2016 con la sentenza n. 286 del 2016 la Corte sanciva il diritto di attribuire il doppio cognome al figlio.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="538" src="https://www.avvocatoantoniomanzi.it/wp-content/uploads/2022/08/Doppio-cognome-avvocato-Antonio-Manzi-1024x538.jpg" alt="Doppio cognome-avvocato Antonio-Manzi" class="wp-image-265" srcset="https://www.avvocatoantoniomanzi.it/wp-content/uploads/2022/08/Doppio-cognome-avvocato-Antonio-Manzi-1024x538.jpg 1024w, https://www.avvocatoantoniomanzi.it/wp-content/uploads/2022/08/Doppio-cognome-avvocato-Antonio-Manzi-300x158.jpg 300w, https://www.avvocatoantoniomanzi.it/wp-content/uploads/2022/08/Doppio-cognome-avvocato-Antonio-Manzi-768x403.jpg 768w, https://www.avvocatoantoniomanzi.it/wp-content/uploads/2022/08/Doppio-cognome-avvocato-Antonio-Manzi-1140x599.jpg 1140w, https://www.avvocatoantoniomanzi.it/wp-content/uploads/2022/08/Doppio-cognome-avvocato-Antonio-Manzi.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Doppio cognome-avvocato Antonio-Manzi</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa è davvero cambiato dopo il 27 aprile 2022?</h2>



<p>Da questa data in poi i genitori ovviamente in comune accordo potranno scegliere:</p>



<ul>
<li>di associare al nascituro entrambi i cognomi nell’ordine da loro indicato;</li>



<li>un solo cognome che potrebbe essere anche quello della madre.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">Da cosa nasce la consuetudine del nome del padre?</h3>



<p>In Italia dobbiamo l’obbligo del cognome alla Chiesa Cattolica che col concilio di Trento tenutosi nel 1564 sancì l’obbligo di indicare nei registri dei battesimi, obbligatori in ogni parrocchia, oltre il nome del bambino anche il cognome, obbligo poi ripreso anche dal nostro codice civile.</p>



<p>Ovviamente considerando la società fortemente patriarcale era scontato che il cognome da associare al nascituro fosse quello del padre.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Cambiare il cognome paterno con quello materno: quando è possibile</h3>



<p>Ora in Italia è possibile non solo decidere di indicare il doppio cognome per il proprio figlio ma anche sostituire il cognome già dichiarato.</p>



<p>Una volta deciso di voler cambiare il cognome del figlio utilizzando il cognome materno al posto di quello paterno bisogna seguire delle piccole indicazioni che si differenziano a seconda dell’età del figlio, infatti le procedure cambiano se il figlio è o non è maggiorenne. In questo articolo daremo un occhio ai passaggi da eseguire per tale cambiamento o nel caso si preferisse dare il doppio cognome.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La procedura per aggiungere o cambiare il cognome paterno con quello materno</h3>



<p>Innanzi tutto la richiesta per effettuare questo cambiamento deve essere rivolta al Prefetto della propria provincia di residenza o al prefetto dove è archiviato l’atto di nascita, ovviamente tale richiesta, nel caso di figlio minorenne, deve essere presentata dai genitori o da chi detiene la patria podestà.</p>



<p>La domanda, che deve necessariamente essere firmata da entrambi i genitori con allegata una marca da bollo di 16 euro e una dichiarazione sostitutiva di certificazione, deve necessariamente contenere i seguenti dati:</p>



<ul>
<li>le generalità;</li>



<li>la dichiarazione della cittadinanza italiana;</li>



<li>qual è il&nbsp;motivo della richiesta, quindi quale cognome si vuole dare o aggiungere e perché;</li>



<li>i recapiti per eventuali comunicazioni.</li>
</ul>



<p>Il sunto della domanda&nbsp;dovrà essere affisso per 30 giorni&nbsp;consecutivi presso l’albo pretorio del Comune di nascita e del Comune di residenza, affinché chiunque possa averne interesse presenti opposizione al Prefetto.</p>



<p>Trascorso il termine prefissato, i richiedenti dovranno presentare alla Prefettura:</p>



<ul>
<li>la copia dell’avviso che attesti che l’affissione sia stata eseguita;</li>



<li>la prova che siano state eseguite le eventuali notificazioni.</li>
</ul>



<p>Il Prefetto, analizzata la regolarità delle affissioni e le opposizioni presentate nei 30 giorni, potrà:</p>



<ul>
<li>accogliere la domanda;</li>



<li>respingerla con apposito decreto, che dovrà essere trascritto e annotato presso gli uffici di Stato civile del Comune di residenza.</li>
</ul>



<p>Nel caso, invece, in cui il figlio&nbsp;che abbia intenzione di cambiare il cognome del padre con quello della madre, fosse maggiorenne, anche in questo caso, la richiesta dovrà essere inoltrata al Prefetto e il padre riceverebbe comunicazione sul cambiamento delle generalità del proprio figlio.</p>



<p>La procedura è identica a quella descritta per i figli minorenni,&nbsp;ma viene eseguita direttamente dal figlio che ha raggiunto la maggiore età.&nbsp;Considerato che tra i documenti da presentare ci dovrà essere la dichiarazione di assenso di eventuali soggetti cointeressati, il padre dovrebbe comunque essere informato per tempo della volontà del figlio di cambiare cognome.</p>



<p>Tuttavia, trattandosi di un soggetto maggiorenne la dichiarazione di assenso da parte del padre non è obbligatoria: in questo caso basterebbe quella della madre, a maggior ragione per il fatto che il figlio ha intenzione di prendere il suo cognome.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Aggiungere il cognome materno a quello paterno</h3>



<p>Il cognome viene assegnato quando il nuovo nato viene iscritto al registro comunale dello Stato civile tramite la dichiarazione di nascita: quando una coppia è <a href="https://www.avvocatoantoniomanzi.it/2022/05/06/il-matrimonio-%ef%bf%bc/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sposata</a> viene assegnato in automatico il cognome del padre, ma è possibile aggiungere anche il cognome della madre.</p>



<p>In questo caso il figlio avrebbe un doppio cognome e quello materno sarebbe aggiunto dopo quello paterno su assenso di entrambi i genitori: a confermarlo è stata la&nbsp;sentenza n. 286 del 2016 della Corte Costituzionale.</p>



<p>Tale volontà deve essere espressa durante la dichiarazione di nascita: l’ufficio anagrafe non potrà fare alcuna opposizione alla richiesta di registrare i propri figli con il doppio cognome.</p>



<p>Il doppio cognome non potrà, invece, essere aggiunto in seguito alla dichiarazione di nascita a meno che non sia il figlio maggiorenne a farne richiesta, rivolgendosi direttamente alla Prefettura.</p>



<p>Tra le motivazioni valide da presentare alla Prefettura per ottenere il cambio cognome, ci sono:</p>



<ul>
<li>ragioni affettive, per le quali si vuole avere anche il cognome della madre;</li>



<li>i casi in cui il cognome del padre sia ridicolo o in qualche modo vergognoso.</li>
</ul>



<p></p>



<p></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il contratto di convivenza</title>
		<link>https://www.avvocatoantoniomanzi.it/2022/08/13/il-contratto-di-convivenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rita Mauriello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Aug 2022 15:59:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritto Civile]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>il contratto di convivenza ha principalmente una funzione pratica, in quanto è in grado, e per questo viene maggiormente usato, di disciplinare i principali aspetti di una convivenza:<br />
la contribuzione per la spesa famigliare ripartita per ogni convivente; comunione o separazione dei beni;le regole per la stipulazione futura di contratti di locazione o compravendita di immobili;<br />
ed anche eventuali trasferimenti di proprietà di immobili.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">In cosa consiste il contratto di convivenza  e come crearlo o terminarlo</h2>



<p>Il contratto di convivenza viene stipulato al fine di regolare il rapporto di due persone non sposate. Esso  è stato introdotto in Italia con la <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/atto/vediMenuHTML?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2016-05-21&amp;atto.codiceRedazionale=16G00082&amp;tipoSerie=serie_generale&amp;tipoVigenza=originario" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Legge Cirinnà</a>, la quale regola le <a href="https://www.avvocatoantoniomanzi.it/2022/08/13/coppia-di-fatto/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">convivenze di fatto</a>. Esso viene di solito utilizzato per regolare i rapporti patrimoniali derivanti dalla convivenza di due individui. In modo da evitare eventuali dispute in caso di rottura o tutele per la perdita di uno di questi. Il contratto di convivenza altro non è che una scrittura privata autenticata da un notaio o da un avvocato successivamente trascritta nei registri del comune, tramite la quale due individui i quali potrebbero essere anche dello stesso genere possono ufficializzare il loro rapporto di convivenza disciplinandone gli aspetti patrimoniali.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="682" src="https://www.avvocatoantoniomanzi.it/wp-content/uploads/2022/08/Contratto-di-convivenza-Avvocato-Antonio-Manzi-1024x682.jpg" alt="" class="wp-image-143" srcset="https://www.avvocatoantoniomanzi.it/wp-content/uploads/2022/08/Contratto-di-convivenza-Avvocato-Antonio-Manzi-1024x682.jpg 1024w, https://www.avvocatoantoniomanzi.it/wp-content/uploads/2022/08/Contratto-di-convivenza-Avvocato-Antonio-Manzi-300x200.jpg 300w, https://www.avvocatoantoniomanzi.it/wp-content/uploads/2022/08/Contratto-di-convivenza-Avvocato-Antonio-Manzi-768x512.jpg 768w, https://www.avvocatoantoniomanzi.it/wp-content/uploads/2022/08/Contratto-di-convivenza-Avvocato-Antonio-Manzi-1140x760.jpg 1140w, https://www.avvocatoantoniomanzi.it/wp-content/uploads/2022/08/Contratto-di-convivenza-Avvocato-Antonio-Manzi.jpg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h3 class="wp-block-heading"><strong><em>A cosa serve il contratto di convivenza</em></strong></h3>



<p>Innanzi tutto il contratto di convivenza ha principalmente una funzione pratica, in quanto è in grado, e per questo viene maggiormente usato, di disciplinare i principali aspetti di una convivenza:</p>



<ul><li>la contribuzione per la spesa famigliare ripartita per ogni convivente;</li><li>l’eventuale comunione o separazione dei beni;</li><li>le regole per la stipulazione futura di contratti di locazione o compravendita di immobili;</li><li>ed anche eventuali trasferimenti di proprietà di immobili.</li></ul>



<h3 class="wp-block-heading">Il contenuto del contratto di convivenza</h3>



<p>Il contenuto di un contrato di convivenza varia da coppia a coppia e di conseguenza non è uguale per tutti, in quanto ciò che può valere ed andare bene per qualcuno può non andare bene per un altro.</p>



<p>Il contratto viene stipulato seguendo quelle che sono le necessità dei suoi sottoscrittori e tenendo conto dei possibili beni in degli stessi.</p>



<p>Nel contratto si potrà decidere di designare il partner come eventuale amministratore di sostegno ed esprimere il desiderio di assistere la persona amata in caso di malattie fisiche e mentali. Ovviamente essendo tale documento un contratto giuridico può essere eventualmente impugnato in tribunale.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong><em>Come porre fine ad un contratto di convivenza</em></strong></h3>



<p>Un contratto di convivenza termina in presenza di determinate condizioni. Le condizioni più ovvie sono il decesso di una delle parti e/o l’eventuale unione civile di una di questa tra le medesime o con altra persona. Oppure basta anche semplicemente, se le parti sono concordi sul punto, la sottoscrizione di un nuovo atto con il medesimo contenuto. Oppure anche la volontà di una delle parti esplicata con la presentazione ad un avvocato/notaio di una dichiarazione unilaterale. Ovviamente in questo caso specifico verrà inviata relativa comunicazione alla controparte.</p>



<p>Ovviamente, anche la risoluzione, al pari di tutte le altre modifiche, deve essere registrata all’anagrafe e viene annotata nel certificato del contratto di convivenza.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong><em>La registrazione di un contratto di convivenza</em></strong></h3>



<p>La registrazione di un contratto di convivenza può avvenire in diversi modi.</p>



<ul><li>attraverso la preventiva presentazione ad un avvocato o notaio. Il quale, verificato che la scrittura privata tra le parti sia stata redatta seguendo le linee guida normative dell’ordinamento italiano, vi appone la propria autentica;</li><li>recandosi da un notaio redigendo in contratto come forma di atto pubblico, modalità obbligatoria in caso di trasferimenti immobiliari.</li></ul>



<p>Una volta redato ed autenticato il contratto di convivenza verrà trasmesso entro dieci giorni presso i registri dell’anagrafe comunale di appartenenza.</p>



<p>A questo punto la coppia avrà accesso alle stese tutele riservate alle persone sposate.<strong></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.avvocatoantoniomanzi.it/2022/08/13/il-contratto-di-convivenza/">Il contratto di convivenza</a> proviene da <a href="https://www.avvocatoantoniomanzi.it">Avvocato Antonio Manzi Studio Legale</a>.</p>
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		<title>Coppia di Fatto</title>
		<link>https://www.avvocatoantoniomanzi.it/2022/08/13/coppia-di-fatto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rita Mauriello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Aug 2022 15:50:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritto Civile]]></category>
		<category><![CDATA[contratto di convivenza]]></category>
		<category><![CDATA[coppia di fatto]]></category>
		<category><![CDATA[legge Cirinnà]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.avvocatoantoniomanzi.it/?p=99</guid>

					<description><![CDATA[<p>Al momento trovo che vi sia ancora molta confusione sulle coppie di fatto, in particolar modo oltre che sul significato del termine la gente si interroga su ciò che comporta legalmente. Nello specifico per coppia di fatto si intende la convivenza di due persone che decidono di non sposarsi e di non dichiarare la loro convivenza attraverso la registrazione al comune di un contratto di convivenza. In caso contrario si appartiene al mondo dei conviventi di fatto. I conviventi di fatto sono due adulti senza nessuna parentela e non uniti in matrimonio o unione civile che si prestano reciprocamente assistenza morale e materiale.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Quali sono i diritti e i doveri dei conviventi</h2>



<p>Al momento trovo che vi sia ancora molta confusione sulle coppie di fatto, in particolar modo oltre che sul significato del termine la gente si interroga su ciò che comporta legalmente. Nello specifico per coppia di fatto si intende la convivenza di due persone che decidono di non sposarsi e di non dichiarare la loro convivenza attraverso la registrazione al comune di un contratto di convivenza. In caso contrario si appartiene al mondo dei conviventi di fatto. I conviventi di fatto sono due adulti senza nessuna parentela e non uniti in matrimonio o unione civile che si prestano reciprocamente assistenza morale e materiale.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="640" height="426" src="https://www.avvocatoantoniomanzi.it/wp-content/uploads/2022/06/Coppia-di-Fatto-Avvocato-Antonio-Manzi-1.jpg" alt="Al momento trovo che vi sia ancora molta confusione sulle coppie di fatto, in particolar modo oltre che sul significato del termine" class="wp-image-103" srcset="https://www.avvocatoantoniomanzi.it/wp-content/uploads/2022/06/Coppia-di-Fatto-Avvocato-Antonio-Manzi-1.jpg 640w, https://www.avvocatoantoniomanzi.it/wp-content/uploads/2022/06/Coppia-di-Fatto-Avvocato-Antonio-Manzi-1-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /><figcaption>Coppia di Fatto </figcaption></figure>



<p>In questo articolo:</p>



<ol type="1"><li><strong>Coppia di fatto: cos’è.</strong><ol><li><strong>Coppia di fatto e conviventi di fatto: cosa Cambia.</strong></li></ol><ol><li><strong>Diritti negati e i doveri assenti</strong></li></ol></li></ol>



<h3 class="wp-block-heading">Coppia di fatto: cos&#8217;è</h3>



<p>Giuridicamente parlando le coppie di fatto sono state regolate tramite la famosa legge <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/atto/vediMenuHTML?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2016-05-21&amp;atto.codiceRedazionale=16G00082&amp;tipoSerie=serie_generale&amp;tipoVigenza=originario" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Cirinnà</a> (prende il nome della prima firmataria)&nbsp;n. 76 del 20 maggio 2016. Secondo. La legge arriva su sollecitazione della corte di Strasburgo per la mancanza del riconoscimento delle unioni civili all’interno dell’ordinamento italiano. Per rientrare nello status di coppia di fatto le due persone interessate non dovranno adempiere a nessuna formalità. La cosa cambia nel caso in cui la coppia voglia procedere a formalizzare la propria unione. In tal caso la coppia di fatto dovrà rilasciare presso l’ufficio anagrafe del proprio comune una dichiarazione. Questa dichiarazione in cui si afferma una convivenza di fatto, diventerà il famoso <a href="https://www.avvocatoantoniomanzi.it/2022/08/13/il-contratto-di-convivenza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">contratto di convivenza.</a> Il contratto di convivenza trascende l’orientamento sessuale e permette alla coppia di ottenere il certificato di stato di famiglia.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.avvocatoantoniomanzi.it/wp-content/uploads/2022/08/Coppia-di-Fatto-Avv.Antonio-Manzi-1024x576.png" alt="" class="wp-image-136" srcset="https://www.avvocatoantoniomanzi.it/wp-content/uploads/2022/08/Coppia-di-Fatto-Avv.Antonio-Manzi-1024x576.png 1024w, https://www.avvocatoantoniomanzi.it/wp-content/uploads/2022/08/Coppia-di-Fatto-Avv.Antonio-Manzi-300x169.png 300w, https://www.avvocatoantoniomanzi.it/wp-content/uploads/2022/08/Coppia-di-Fatto-Avv.Antonio-Manzi-768x432.png 768w, https://www.avvocatoantoniomanzi.it/wp-content/uploads/2022/08/Coppia-di-Fatto-Avv.Antonio-Manzi-1536x864.png 1536w, https://www.avvocatoantoniomanzi.it/wp-content/uploads/2022/08/Coppia-di-Fatto-Avv.Antonio-Manzi-1140x641.png 1140w, https://www.avvocatoantoniomanzi.it/wp-content/uploads/2022/08/Coppia-di-Fatto-Avv.Antonio-Manzi.png 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h3 class="has-text-align-left wp-block-heading"><strong>Coppia di fatto e conviventi di fatto: cosa Cambia.</strong></h3>



<p><strong>La differenza tra i due status o meglio tra una coppia di fatto e i conviventi di fatto è costituita semplicemente dalla volontà di formalizzare la propria relazione tramite il </strong>contratto di convivenza.</p>



<p>La coppia di fatto a differenza dei conviventi di fatto non è disciplinata da alcuna legge dell’ordinamento italiano.</p>



<h3 class="wp-block-heading">1)&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Diritti e Doveri riconosciuti</h3>



<figure class="wp-block-table"><table><tbody><tr><td>Diritti</td><td>Doveri</td></tr><tr><td>Abitazione Subentro e diritto al possesso</td><td>In caso di interruzione della relazione e di possesso dell’abitazione di una delle due parti non si pretendere l’immediato allontanamento dell’ex partner. Invece in caso di affitto e decesso del titolare del contratto può subentrare il partner</td></tr><tr><td>Figli</td><td>Devono essere gestiti da entrambi anche in caso di separazione, visite e affido condiviso</td></tr><tr><td>Diritto al risarcimento del danno</td><td>Il convivente ha diritto a essere risarcito per la morte del proprio partner avvenuta per illecito</td></tr><tr><td>Risarcimento danni per violazione degli obblighi&nbsp;familiari</td><td>Se uno dei due conviventi fosse l’unico ad avere una forma di guadagno in caso di fine della relazione sarà tenuto a versare risarcimento dei danni per violazione degli obblighi familiari</td></tr><tr><td>&nbsp;Permesso di soggiorno</td><td>Il permesso di soggiorno può essere ottenuto anche in caso di convivenza stabile basta dimostrare di trarre in modo lecito Inoltre, uno straniero che convive con una donna incinta non può essere espulso</td></tr></tbody></table></figure>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Diritti negati e i doveri assenti.</strong></h3>



<p>Ovviamente oltre ai diritti e doveri riconosciuti esistono anche diritti e doveri mancanti e del tutto assenti. Vediamoli nello specifico:</p>



<ul><li>il&nbsp;<strong>dovere alla fedeltà</strong>, che per il nostro ordinamento è esclusivo del matrimonio (cosa che capita nella maggior parete dei matrimoni felici);</li><li>il&nbsp;<strong>diritto a ricevere l’assegno di mantenimento successivo alla separazione</strong>, obbligatorio nel matrimonio viene invece riconosciuto ai conviventi solo in caso di gravi difficoltà;</li><li><strong>eredità in caso di decesso del</strong>. Per la legge italiana &nbsp;il patrimonio di un defunto spetta ai propri parenti, il solo modo per usufruire di una parte dell’eredità &nbsp;è essere nominati nel testamento del defunto.&nbsp;Ci si trova nella stessa situazione anche se si è conviventi di fatto;</li><li><strong>regime di comunione dei beni, </strong>non rientra nei diritti di una coppia di fatto, infatti generalmente si utilizza l’escamotage della vendita e della donazione, per trasferire un bene o un diritto al proprio partner;</li><li>la<strong>&nbsp;pensione di reversibilità</strong>, in caso di decesso del partner non si può in alcun modo richiedere la pensione di reversibilità, non si ha infatti alcun diritto alla sua rivendicazione in caso di morte del convivente.</li></ul>



<p>Tra le altre cose rilevanti a cui non si può accedere essendo una coppia di fatto rientrano anche:</p>



<ul><li><strong>La stipulazione di un fondo patrimoniale, </strong>utilizzate per salvaguardare il patrimonio immobiliare è un’esclusiva delle coppie sposate;</li><li>continuare a vivere nella casa di proprietà del coniuge deceduto, le cose variano in presenza di figli.</li></ul>
<p>L'articolo <a href="https://www.avvocatoantoniomanzi.it/2022/08/13/coppia-di-fatto/">Coppia di Fatto</a> proviene da <a href="https://www.avvocatoantoniomanzi.it">Avvocato Antonio Manzi Studio Legale</a>.</p>
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